Cantiere dell’innovazione: utenze speciali e nuove fragilità sociali

di Micaela Di gennaro

 

R.APP.O.R.T.I, Reti, APPrendimento, Organizzazione, Risorse Tecnologiche e Integrazione è un Piano formativo strategico presentato da PMI Services, con la collaborazione progettuale del CRIS, a valere sull’avviso 56 di Foncoop.

L’esigenza primaria alla quale ha risposto la strutturazione delle attività preliminari faceva perno sul rinnovamento dell’area organizzativa attraverso un percorso di riflessione su come orientare il progetto imprenditoriale prossimo futuro, in relazione alla crescita della complessità sociale, della competizione, al moltiplicarsi delle richieste, in special modo quelle delle utenze speciali.
Inoltre, si rendeva necessario affrontare il nodo complesso fatto di organizzazione, tecnologia, competenze e lavoro di rete, in quanto coacervo di dimensioni che devono essere armonizzate e indirizzate con un disegno strategico chiaro efficace e sostenibile socialmente ed economicamente.

Le direttrici di sviluppo individuate durante l’analisi preliminare avevano evidenziato alcuni punti focali prioritari:

  • la necessità di elaborare una visione consapevole dei punti di forza e delle criticità del nuovo progetto imprenditoriale di PMI services, ancorando l’attuabilità degli obiettivi strategici all’adeguamento di tutta la forza lavoro dell’impresa ai cambiamenti e alla continua ridefinizione delle funzioni in relazione alle nuove utenze e alle nuove richieste socio-territoriali;
  • l’esigenza di implementare il processo di digitalizzazione già avviato e la pianificazione di una maggiore agilità operativa attraverso l’accelerazione dei processi amministrativi;
  • l’aggiornamento professionale del personale per garantire una rapida acquisizione delle competenze strategiche, trasversali e digitali rispondenti al cambiamento in atto;
  • in ultimo la diffusione e condivisione delle esperienze critiche di successo, individuate nei servizi innovativi per le utenze speciali che offrivano un’importante opportunità per promuovere il knowledge sharing e fare rete.

Il cambiamento atteso sintetizzava un intervento innovativo di ristrutturazione organizzativa per rinnovare l’approccio d’impresa, in ottica sostenibile come dimensione strategica più idonea e corrispondente alla complessità sociale e proprio alle nuove utenze speciali e fragili. Nel sistema istruzione e formazione della Regione Abruzzo, infatti, tali utenze rappresentano un nodo di particolare importanza e urgenza sociale.

Gli interventi educativo-formativi per tali destinatari si svolgono attraverso l’integrazione tra la scuola e la formazione e hanno l’obiettivo di accrescere le competenze dello studente disabile per facilitarlo nel percorso di “avvicinamento al lavoro” al termine del ciclo di studi. Per fare questo anche la struttura dei percorsi è tarata sull’utenza finale.

Ma cosa si intende precisamente per utenze speciali? Senza entrare in approfondite disamine non utili a questo scritto, esse possono definirsi globalmente come persone in difficoltà, disabili con o senza svantaggio sociale.

Rientrano in tale categoria:

  • disabili fisici, psichici e sensoriali;
  • detenuti ed ex-detenuti;
  • minori a rischio e minori in ristrettezza;
  • immigrati

Sono identificati come un gruppo di persone che richiede un’attenzione e una gestione diversa rispetto agli utenti tradizionali.

Tra di essi un gruppo significativo è rappresentato dai ristretti dell’Istituto Penale di Vasto che rappresentano una realtà complessa e variegata, comprendente individui provenienti da diversi contesti socio-culturali e con storie personali diverse.

Esistono tre tipologie di utenti nel carcere di Vasto:

I detenuti, persone che, nel corso della detenzione, vivono un periodo di sospensione dalla libertà non solo come esecuzione della condanna, ma soprattutto come tempo dedicato al cambiamento, alla crescita personale e alla preparazione al rientro nella società.

L’Istituto penitenziario offre loro un contesto strutturato, con regole e tutele, all’interno del quale possono accedere ad attività formative, lavorative ed educative che hanno l’obiettivo di favorire la riabilitazione, lo sviluppo di nuove competenze e la riconquista dell’autonomia. In questa prospettiva, la pena non è intesa come mera punizione, ma come opportunità di reintegrazione, affinché ogni persona possa costruire le condizioni per un ritorno responsabile e dignitoso nella comunità.

Gli internati sono persone destinatarie di una misura di sicurezza disposta dall’autorità giudiziaria dopo aver già assolto la pena detentiva. Questa misura viene applicata quando si ritiene necessario un percorso protetto e strutturato, finalizzato a tutelare sia la persona sia la collettività. In questa prospettiva, l’internamento non rappresenta una prosecuzione della pena, ma un intervento di protezione e accompagnamento, pensato per sostenere la persona nel suo ritorno alla vita sociale in modo consapevole e sicuro.

Il Piano R.APP.O.R.T.I. ha inteso agire rispetto a questo ambito particolare, unitamente alle nuove fragilità sociali, mettendo in condizione PMI Services di promuovere un’offerta formativa adeguata ed efficace e soprattutto di farsi catalizzatore di una rete più ampia e competente per promuovere un tangibile miglioramento dei risultati.

Attraverso le attività di RICERCA, CONSULENZA, ADF e COMUNICAZIONE è stato possibile pianificare l’adeguamento della struttura organizzativa alle richieste emergenti socio/territoriali, delle utenze fragili e speciali e l’armonizzazione dei processi di trasformazione digitale, garantendo la sostenibilità.

Attualmente il piano formativo in corso di realizzazione mira a rafforzare le competenze chiave rilevate:

  • Project Management
  • Management dell’Impatto: dalla sostenibilità alla valutazione dei progetti
  • Office Professionale per l’ottimizzazione delle procedure di lavoro aziendali
  • Comunicazione efficace e inclusiva per utenze fragili
  • Comunicare l’impatto sociale: strategie, storytelling e strumenti per la valorizzazione esterna

 

Con riferimento alle attività preliminari realizzate, i punti forti sui quali si sono concentrate le azioni progettuali e la comunicazione afferiscono a:

  • Coagulare la Rete di supporto: esistono diverse organizzazioni, associazioni e centri di supporto che lavorano per garantire un’istruzione inclusiva e di qualità per le utenze speciali e le nuove fragilità
  • Queste realtà offrono servizi di sostegno, consulenza e orientamento per gli studenti e le loro famiglie.
  • Migliorare la collaborazione con enti locali: il settore istruzione e formazione in Abruzzo beneficia di una buona collaborazione con gli enti locali, che si impegnano per promuovere l’inclusione e fornire risorse aggiuntive per le utenze speciali e le nuove fragilità sociali.
  • Attingere alle risorse europee: ci sono diversi progetti europei che coinvolgono il settore dell’istruzione e formazione in Abruzzo, focalizzati sull’inclusione delle utenze speciali e delle nuove fragilità sociali.

Ma un aspetto di particolare interesse ha riguardato la riflessione sulle Best practices riferite alle utenze speciali

Le attività formative svolte con i detenuti e gli internati sono diverse e mirano a favorire la loro riabilitazione e il loro reinserimento nella società. Alcuni esempi di tali attività includono corsi di formazione professionale per sviluppare competenze pratiche come il corso di pizzaiolo barista e operatore delle produzioni agricole, programmi di apprendimento digitale per migliorare le competenze digitali, percorsi di orientamento e rielaborazione di competenze.

L’esperienza di PMI services ha dimostrato che un impegno costante e dedicato può avere un impatto positivo sulla vita dei detenuti, fornendo loro competenze e opportunità per un cambiamento positivo, riducendo il rischio di recidiva e favorendo una maggiore reintegrazione sociale.

L’analisi delle best practices ha costituito un elemento centrale del percorso di ricerca previsto dal Piano in quanto ha consentito di identificare modelli, approcci e metodologie efficaci già sperimentate. L’obiettivo di questa attività è stato duplice: da un lato, fornire alla cooperativa riferimenti consolidati capaci di orientare la trasformazione organizzativa; dall’altro, delineare un insieme di criteri utili alla costruzione di interventi aggiornati, coerenti e più rispondenti ai bisogni emergenti.

Le pratiche analizzate hanno mostrato alcuni elementi ricorrenti che si configurano come veri e propri driver metodologici.

  • Il primo riguarda l’adozione di approcci personalizzati e flessibili, capaci di accogliere la complessità dei profili d’utenza e di adattare gli interventi formativi e di accompagnamento ai bisogni specifici delle persone. In questo senso, i modelli più efficaci prevedono la costruzione di percorsi modulari, con un forte presidio educativo e un’attenta valutazione delle condizioni di partenza.
  • Un secondo elemento riguarda l’importanza di lavorare attraverso équipe multidisciplinari, in grado di integrare competenze educative, psicologiche, sociali e, sempre più spesso, digitali. Questa caratteristica consente di affrontare in maniera più articolata le situazioni di fragilità e di costruire piani di intervento realmente centrati sulla persona, coerenti con le traiettorie di sviluppo definite a livello cooperativo.
  • Un terzo ambito riguarda la capacità delle organizzazioni più avanzate di sviluppare ambienti formativi inclusivi, basati su strumenti e supporti che rendano i percorsi più accessibili. Tra questi rientrano metodologie laboratoriali, strumenti digitali per il supporto alle competenze trasversali, piattaforme di monitoraggio educativo e tecniche di facilitazione utili a promuovere engagement e partecipazione anche nei contesti più critici.

La ricognizione delle best practices ha inoltre mostrato come i modelli più efficaci prevedano una forte integrazione tra dimensione formativa e dimensione organizzativa. Le organizzazioni che si distinguono nel lavoro con le utenze speciali adottano infatti processi interni ben definiti, flussi informativi chiari e un sistema di governance capace di sostenere l’innovazione metodologica. Questo elemento risulta particolarmente rilevante per PMI Services, in quanto evidenzia la necessità di dotarsi di presìdi organizzativi coerenti con il funzionigramma evolutivo e con i nuovi bisogni del territorio.

  • Infine, un tratto ricorrente delle migliori esperienze riguarda l’adozione di sistemi di monitoraggio e valutazione capaci di misurare sia i risultati individuali sia l’efficacia complessiva dei modelli adottati. Indicatori, strumenti digitali e protocolli di raccolta dati costituiscono una leva fondamentale per migliorare la qualità degli interventi e per orientare le scelte della governance.

Nel complesso, la ricognizione delle best practices ha costituito uno snodo strategico per la trasformazione di PMI Services. Essa ha fornito riferimenti concreti, modelli collaudati e criteri operativi che saranno integrati nelle scelte formative e organizzative, garantendo alla cooperativa un approccio aggiornato, inclusivo e pienamente aderente alle esigenze delle utenze speciali e delle nuove fragilità.