Il Consorzio Ruini elabora politiche attive di welfare, il caso I.N.P.U.T. – Piemonte

Il Piano I.N.P.U.T. INnovare i Processi sociali per Uniformarsi ai Territori, presentato dal Consorzio Ruini in risposta all’avviso 42 di FonCoop è stato ideato con la finalità di consolidare progettualità e iniziative innovative mirate a rafforzare la capacità di raccordo con il territorio e di ridefinire ambiti di intervento e strategie imprenditoriali, implementando il dialogo e promuovendo politiche attive di welfare.

Il progetto, come indica il suo nome, voleva essere e, a consuntivo, è stato un input per innovare i processi sociali promuovendo una logica di adeguamento territoriale coniugando la capacità di dialogo con le più diverse realtà locali e specificatamente quelle portatrici di innovazione tecnologica (ad esempio le Università), attraverso la promozione di processi aggregativi orientati alla costruzione di modelli di welfare generativo.

Il Piano ha interessato Cooperative del nord di Italia, operative in Lombardia, Piemonte e Veneto, che, a seguito dell’analisi dei fabbisogni condotta, sono risultate similari nella diversità: si occupano infatti di ambiti differenziati e molto specialistici, pur dedicandosi tutte al settore sociale e assistenziale-educativo, e questo è il tratto di disuguaglianza, ma ognuna nella propria dimensione, ricerca l’innovazione nei metodi e nelle tecniche accostandosi alla ricerca come volano di accrescimento delle competenze.

Ci fa piacere in questa sede proporre l’esperienza particolarmente qualitativa realizzata in Piemonte e raccontarla con le parole del suo principale ideatore: Carmelo Ini.

 

“Provo a riportare in sintesi l’idea iniziale, il percorso con tutti i confronti fra diversi nella fase elaborativa e quanto è avvenuto durante il percorso. Come si sa, parafrasando una frase famosa, l’importante è il viaggio e le esperienze durante il viaggio, così come nella vita l’importante è come e con quale stato d’animo ed esperienza la si attraversa.

Veniamo all’idea di progetto: dopo anni in cui continuavamo a proporre il tema dell’housing sociale e la questione che in futuro molte più persone non avrebbero potuto permettersi un supporto adeguato nel momento in cui si sarebbe ridotta la loro autosufficienza, il Presidente della Coop. Monte Bianco e tutto il gruppo dirigente hanno condiviso che tale problema sarà in prospettiva un tema centrale con cui fare i conti.

Mi è stato chiesto di elaborare una ipotesi di progetto ed io con diverse letture e approfondimenti alle spalle sull’economia circolare e sui fenomeni di frammentazione generazionale che proseguivano da diversi anni ho costruito il percorso che adesso provo a sintetizzare.

Essendo la Coop. Monte Bianco una cooperativa edile con alloggi a proprietà indivisa ho proposto che si valorizzasse il profilo di proprietà indivisa e si svolgesse una analisi sui cambiamenti delle condizioni delle persone che vi abitavano e che sono intervenute nel tempo da quando hanno iniziato questa esperienza. Da qui è derivato un primo passaggio di analisi del contesto per poter produrre in seguito proposte. Ma per svolgere una analisi del contesto abitativo non era sufficiente solo delimitarlo alle abitazioni di chi gestisce e coordina la cooperativa. Occorreva una analisi puntuale di quanto è avvenuto nel tempo, allargando l’esperienza al contesto piemontese, nazionale ed europeo. Per tale analisi abbiamo coinvolto la facoltà di Architettura di Torino e l’IRES che hanno illustrato nelle varie lezioni in principio le origini e le trasformazioni delle abitazioni nel contesto urbano e in una seconda fase alcune ipotesi progettuali.

Contributi importanti sotto il profilo descrittivo e sociologico sono stati gli interventi di AICCON e di un esperto del Comune di Torino sul tema dell’housing abitativo.

In questo modo è stato definito un quadro analitico e propositivo del tema del Welfare Abitativo ampio e realistico allo stesso tempo, includendo strumenti che permettono agli “allievi” di avere tutte le basi per progettare in futuro ipotesi innovative sull’argomento.

All’interno di tutto il percorso si è cercato di inserire il focus intergenerazionale come condizione essenziale dell’interno del tema, sia che si tratti di un condominio oppure in modo più diffuso di un territorio ristretto e delimitato.

A Torino si annoverano alcune esperienze interessanti e che hanno funzionato in qualità di inserimento di giovani universitari in abitazioni ampie in cui vivevano persone anziane. Questa esperienza ha portato risultati di curiosità e interscambio di vissuti molto più interessanti di quanto si potesse pensare in teoria, a parte i costi ridotti per gli studenti rispetto al collegio universitario.

Per provare a restare solo su alcuni altri titoli sintetici il partenariato e il coinvolgimento dell’Università/Facoltà di Architettura, IRES-Piemonte e AICCON proseguiranno dopo l’estate per dare continuità a quanto avviato e allo stesso tempo si elaboreranno congiuntamente proposte interdisciplinari per partecipare a nuovi bandi sul tema del Welfare Abitativo”.

In conclusione, i risultati conseguiti da Piano I.N.P.U.T. sono andati oltre le aspettative: tutte le Beneficiare hanno incrementato la promozione di innovazione sociale e hanno consolidato reti di relazioni e di progettualità, migliorando e mantenendo un’elevata qualità dei servizi specialistici.

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